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domenica 21 settembre 2014

Egli alzò gli occhi… , Giosuè 5:13-15

Egli alzò gli occhi…

Giosuè 5:13-15

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5:13  Mentre Giosuè era presso Gerico, egli alzò gli occhi, guardò, ed ecco un uomo in piedi che gli stava davanti, tenendo in mano la spada sguainata. Giosuè andò verso di lui, e gli disse: «Sei tu dei nostri, o dei nostri nemici?»
5:14  E quello rispose: «No, io sono il capo dell'esercito del SIGNORE; arrivo adesso». Allora Giosuè cadde con la faccia a terra, si prostrò e gli disse: «Che cosa vuol dire il mio Signore al suo servo?».
5:15  Il capo dell'esercito del SIGNORE disse a Giosuè: «Togliti i calzari dai piedi; perché il luogo dove stai è santo». E Giosuè fece così.
(Giosue 5:13-15)
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Leggendo questi versetti non ho potuto non rimanere colpito dalla minuziosa e attenta descrizione del movimento dello sguardo di Giosuè. Egli si trovava presso la città di Gerico, vicino alle sue enormi mura e alle sue porte chiuse che separavano lui e il resto del popolo di Israele dalla prima città che il Signore aveva promesso di dare loro.
Non sappiamo come dovesse apparire quella città davanti ai suoi occhi, ma sappiamo quello riportarono gli esploratori inviati, al tempo di Mosè, a esplorare il paese di Canaan:


13:28  Però, il popolo che abita il paese è potente, le città sono fortificate e grandissime, e vi abbiamo anche visto dei figli di Anac.
(Numeri 13:28)

Una descrizione capace di fare abbassare lo sguardo al guerriero più valoroso. Giosuè sapeva di poter contare solamente su un esercito di 40000 soldati (Giosuè 4:13) provenienti da un viaggio di 40 anni nel deserto del Sinai per espugnare quella potente città.
Leggiamo però che, giunto presso Gerico, Giosuè non rimase con gli occhi puntati verso il basso, a fissare il suolo, come per contare il numero di passi che lo separavano da una inevitabile disgrazia, ma li alzò verso un’altra direzione e guardò.
Ed ecco che davanti a lui stava in piedi un uomo con una spada sguainata nella sua mano, pronto ad incontrare in battaglia i suoi nemici. Non riconoscendolo, Giosuè camminò verso questo uomo e gli domandò se Egli fosse lì per combattere dalla parte del popolo di Israele o dalla parte dei loro nemici.

domenica 21 luglio 2013

Giovanni 17, Verso chi sto guardando?

Verso chi sto guardando?

Giovanni 17

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Joh 17:1  Queste cose disse Gesù; poi levati gli occhi al cielo, disse: Padre, l'ora è venuta; glorifica il tuo Figliuolo, affinché il Figliuolo glorifichi te,
(Giovanni 17:1)
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Sei mai stato lasciato solo ad affrontare una prova?
Molto spesso gli amici sono amici solo fino a quando le situazioni non si fanno troppo spinose o fino a quando c'è un interesse nell'amicizia!
Il problema è che non siamo in grado di capirlo fino a quando, nei momenti più complicati, in cui abbiamo davvero bisogno di aiuto, veniamo traditi o lasciati soli. Ci si sente spaesati, come se ogni riferimento ci fosse stato tolto e la terra ci mancasse sotto i piedi. Non si sa mai dove guardare per trovare un aiuto.

Gesù sà che ormai il tempo che gli rimane da passare con i suoi discepoli è finito: Giuda, dopo aver cenato insieme a Gesù, se ne era andato (Giovanni 13:25-30) per correre dai sacerdoti e dai farisei per denunciarlo e portarli nel luogo dove si trovava per arrestarlo. I discepoli sono spaventati e sconsolati e non riescono a capire cosa significhi quello che sta preannunciando il loro Maestro (Giovanni 17:1).

Pur consapevole di tutto il dolore che sta per soffrire, del tradimento, dell'abbandono, della derisione, della tortura e della morte in solitudine completa, Gesù ha ben chiaro dove rivolgere il proprio sguardo!