Esodo 5:1 - 6:13
Un Dio fedele
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Exo 6:1 Il SIGNORE disse a Mosè:
"Ora vedrai quello che farò al faraone; perché, forzato da una mano
potente, li lascerà andare: anzi, forzato da una mano potente, li scaccerà dal
suo paese".
Exo 6:2 Dio parlò a Mosè e gli
disse: "Io sono il SIGNORE.
Exo 6:3 Io apparvi ad Abraamo, a
Isacco e a Giacobbe, come il Dio onnipotente; ma non fui conosciuto da loro con
il mio nome di SIGNORE.
Exo 6:4 Stabilii pure il mio
patto con loro, per dar loro il paese di Canaan, il paese nel quale
soggiornavano come forestieri.
Exo 6:5 Ho anche udito i gemiti
dei figli d'Israele che gli Egiziani tengono in schiavitù e mi sono ricordato
del mio patto.
Exo 6:6 Perciò, di' ai figli
d'Israele: "Io sono il SIGNORE; vi sottrarrò ai duri lavori di cui vi
gravano gli Egiziani, vi libererò dalla loro schiavitù e vi salverò con braccio
steso e con grandi atti di giudizio.
Exo 6:7 Vi prenderò come mio
popolo, sarò vostro Dio e voi conoscerete che io sono il SIGNORE, il vostro
Dio, che vi sottrae ai duri lavori impostivi dagli Egiziani.
Exo 6:8 Vi farò entrare nel
paese che giurai di dare ad Abraamo, a Isacco e a Giacobbe. Io ve lo darò in
possesso; io sono il SIGNORE"".
Exo 6:9 Mosè parlò così ai figli
d'Israele; ma essi non diedero ascolto a Mosè a causa dell'angoscia del loro
spirito e della loro dura schiavitù.
Exo 6:10 Il SIGNORE parlò a
Mosè, e disse:
Exo 6:11 "Va', parla al
faraone re d'Egitto, perché egli lasci uscire i figli d'Israele dal suo
paese".
Exo 6:12 Ma Mosè parlò in
presenza del SIGNORE, dicendo: "Ecco, i figli d'Israele non mi hanno dato
ascolto; come vorrà darmi ascolto il faraone, dato che io non so parlare?"
Exo 6:13 Il SIGNORE parlò a Mosè
e ad Aaronne e comandò loro di andare dai figli d'Israele e dal faraone, re
d'Egitto, per far uscire i figli d'Israele dal paese d'Egitto.
(Esodo 6:1-13)
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Non ho mai conosciuto un
credente che potesse affermare di avere avuto una vita facile.
Siamo costantemente messi alla
prova dal mondo che ci circonda, dai desideri malvagi che si annidano dentro di
noi, dalle compagnie che frequentiamo, dai dolori e dalle delusioni, tanto che
a volte non riusciamo nemmeno a trovare la forza di rivolgerci al Signore, o lo
facciamo svogliati, forse per non alterare troppo la nostra routine.
E quando lasciamo che questo
succeda, è proprio allora che la situazione peggiora e veniamo sopraffatti
dalla potenza del mondo attorno a noi; cadiamo in un vortice da cui non
riusciamo a uscire perchè ci sembra di essere stati lasciati soli a combattere
e l’unica cosa che esce dalla nostra bocca è un lamento per la situazione in
cui ci troviamo.