Filemone 1:8-11
Ora è utile.
_________________________8 Perciò, pur avendo molta libertà in Cristo di comandarti quello che conviene fare, 9 preferisco fare appello al tuo amore, semplicemente come Paolo, vecchio, e ora anche prigioniero di Cristo Gesù; 10 ti prego per mio figlio che ho generato mentre ero in catene, per Onesimo, 11 un tempo inutile a te, ma che ora è utile a te e a me. 12 Te lo rimando, lui, che amo come il mio cuore. (Filemone 1:8-11)
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Paolo è imprigionato e scrive a Filemone a motivo di Onesimo il quale un tempo fu un servo "inutile" (Fm 11) per il suo padrone, lo stesso Filemone (probabilmente aveva commesso un furto prima di fuggire dalla casa del padrone).
Nonostante il passato di Onesimo, Dio ha usato Paolo perchè anche lui ricevesse il messaggio del Vangelo di Cristo: come si vede al verso (Fm 10), Onesimo si converte proprio durante la prigionia di Paolo. Ecco che ancora una volta Dio ci mostra che il suo metro di valutazione non è lo stesso umano: come per Zaccheo (Luca 19:2-8) anche in questo caso Dio si rivolge a un reietto della società che accoglie il messaggio della Salvezza riconoscendo la propria colpa e la necessità di bere alla fonte di Cristo.
Paolo scrive a Filemone affinchè egli possa ricevere Onesimo, rinato in Cristo (Fm 12).
Quello che più colpisce in questi pochi versetti è lo spirito che anima Paolo quando fa questa richiesta a Filemone: Paolo ha infatti una grande autorità datagli da Cristo (Fm 1:8), ma non ordina a Filemone di fare quello che sa essere giusto. Paolo si appella all'amore che Gesù ha insegnato.
Come può però un padrone provare amore nei confronti di un servo di uno stato sociale inferiore se, inoltre, da questo stesso servo è stato tradito (Fm 9)? E come si può credere che un servo tanto inutile, sia ora divenuto utile nel piano di Dio (il nome "Onesimo" significa proprio "utile"!)?